<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-3634347920418838170</id><updated>2011-04-21T19:20:19.840-07:00</updated><title type='text'>Parrocchia Beato Frassati</title><subtitle type='html'>Blog della nostra Parrocchia: informazioni, materiale, riflessioni da condividere con la Comunità e con chi è curioso di conoscerci...</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://beatofrassati.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3634347920418838170/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://beatofrassati.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Beatofrassati</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08273609577423055236</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>12</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3634347920418838170.post-5704084136739778770</id><published>2008-12-10T10:39:00.000-08:00</published><updated>2008-12-10T10:40:43.328-08:00</updated><title type='text'>Recital dei Giovani della Parrocchia</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_E_zErS4G6w4/SUANJaVQ5dI/AAAAAAAAAIA/uIYovaffjsI/s1600-h/Recital2.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; 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L’idea è stata evocata dal professor Luigi Campiglio, ordinario di Politica economica all`Università Cattolica di Milano (di cui è pro-rettore).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco le sue parole: «La Rete Banco alimentare è a mio avviso una straordinaria esperienza di innovazione sociale. Giustamente è stato assegnato a Yunus e al suo microcredito il premio Nobel per la Pace 2006. Quella della Rete Banco Alimentare in Italia, ma non solo in Italia, è un`esperienza così efficace, così straordinaria, così felice come intuizione che è sullo stesso piano del microcredito. lo non so se verrà mai dato il Premio Nobel alla Rete Banco Alimentare, ma certamente è un`iniziativa così innovativa e feconda che se lo merita». Vediamo cos`è. La Fondazione Banco Alimentare Onlus è un`associazione senza scopo di lucro, un ente non commerciale: riceve gratuitamente e gratuitamente dà. E’ una ideale e grandissima mensa dei poveri che va dalle Alpi alla Sicilia. In Italia nasce dall`incontro fra il grande cuore di don Giussani e quello di un altro brianzolo come lui, Danilo Fossati, fondatore di una importante industria alimentare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La sorpresa&lt;br /&gt;Gli italiani conoscono la principale iniziativa pubblica del Banco, la Colletta alimentare che, dal 1997, ogni anno, l`ultimo sabato di novembre, viene fatta davanti a tanti supermercati. E’ un giorno nel quale ciascuno, facendo la spesa per sé, può comprare e donare del cibo anche per chi ha più bisogno. Si pensava che la Colletta di sabato scorso, 29 novembre, con l`esplosione della crisi, andasse meno bene. Si credeva che la gente avrebbe donato di meno, visto che tutti stringono la cinghia e riducono i consumi (è previsto per Natale un miliardo di euro di regali in meno). Invece per la Colletta è accaduto l`imprevisto: davanti a quei 7500 supermercati sono state raccolte 9mila tonnellate di alimenti, circa 200 tonnellate in più dell`anno 2007 (per un valore economico stimato in 27 milioni di euro). Cosa significa? Perché 5 milioni di famiglie italiane - con la crisi e la paura si sono coinvolte ancor più degli anni precedenti con questo gesto semplice di condivisione, di fraternità umana, di carità popolare verso chi è più povero e in difficoltà? Perché questo Paese ha straordinarie risorse di umanità e non è quello rappresentato dai mass media. Tutti comprendono il linguaggio della condivisione e della fraternità cristiana e sono pronti a "parlarlo". E tutti intuiscono (più o meno chiaramente) una cosa preziosa: a vincere la crisi economica e farci rinascere non saranno le "ingegnose" ricette di quegli economisti d`oltreoceano - o di quei banchieri - che ci hanno già portati al disastro finanziario mondiale. Ma sarà ognuno di noi se darà il meglio di sé. Per questo la Colletta Alimentare è una grande scuola popolare di umanità e una rivelazione: ha indicato una strada e l`ha illuminata. Gli studiosi del resto hanno cominciato a studiare questa risorsa come la molla principale dello sviluppo: non è il petrolio, né la finanza, ma lo chiamano "capitale umano". L cuore, intelligenza, lavoro, creatività, condivisione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non solo collette&lt;br /&gt;Ci tornerò, ma prima voglio dire che il Banco Alimentare tuttavia è molto più grande della Colletta di novembre che incide solo per il 15 per cento sul totale degli alimenti complessivamente raccolti ogni anno attraverso l`incontro e la collaborazione con circa 700 industrie agroalimentari della grande distribuzione e della ristorazione che donano le proprie eccedenze: quest`anno sono affluite al Banco 57 mila tonnellate di alimenti, che gratuitamente vengono poi destinati a 8250 enti convenzionati (mense per indigenti, centri di solidarietà, Caritas, strutture di accoglienza per anziani, minori, ragazze madri, comunità di recupero, cooperative sociali), che soc= corrono i più bisognosi. Nel 2007 le persone che hanno ricevuto così aiuto sono state 1 milione e 436 mila. Ma il Banco Alimentare non esiste solo in Italia. A giugno del 2009 si terrà l`assemblea dei Banchi europei: saranno presenti 18 paesi del nostro continente, circa 218 Banchi, che aiutano 26. 225 associazioni assistenziali e di carità (dati 2007) e riescono a dare un aiuto alimentare a 4 milioni e 289 mila persone, avendo distribuito nel 2007 circa 300 mila tonnellate di alimenti. C`è poi la rete più grande dei Banchi alimentari, quella del Nord America, dove questa opera è nata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La candidatura&lt;br /&gt;Complessivamente si tratta probabilmente della più grande rete di solidarietà a livello planetario se si pensa che solo in Italia e soltanto la giornata della Colletta alimentare si avvale della collaborazione di circa 100 mila persone che donano il proprio tempo per raccogliere gli alimenti fuori dai supermercati e trasportarli, organizzando tutta la rete. Ecco perché un economista come Campiglio afferma che la Rete mondiale dei ban chi alimentari meriterebbe il Nobel quanto l`iniziativa del microcredito di Yunus in Bangladesh (la sua Grameen Bank oggi ha circa 2 milioni e 100mila clienti, in 37 mila villaggi, ma la sua importanza è stata anzitutto educativa e culturale, precisamente come il Banco Alimentare). Torno sul Nobel - e spero che afferri al volo l`idea chi di dovere non per il premio in sé, ma per quanto contribuirebbe a far conoscere questa straordinaria iniziativa e incrementarla. L`intuizione del Banco Alimentare - che con le eccedenze, vale a dire con gli alimenti buoni che sarebbero Beneficenza record In tempi di recessione italiani più generosi All`ultima giornata di raccolta del Banco Alimentare superate le ci fre del 2007. Così si aiuta più di un milione di persone stati destinati alla distruzione - sfama milioni di persone, rappresenta anche un prezioso correttivo a un modello di sviluppo nel quale era normale distruggere derrate alimentari mentre milioni di essere umani non ne avevano a sufficienza (in Italia, secondo uno studio Istat del 2003, 803. 781 nuclei familiari, il 3, 6 per cento del totale pari a circa 2. 330. 970 persone, «spesso o qualche volta hanno avuto difficoltà a comprare cibo necessario al proprio sostentamento»).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Originalità italiana&lt;br /&gt;D`altra parte, in questa rete mondiale il caso italiano spicca per originalità, incidenza culturale e forza perché qui l`iniziativa del Banco alimentare è nata dalla gente di Comunione e liberazione, dunque innestata nella straordinaria opera educativa di don Giussani. Marco Lucchini, uno dei responsabili del Banco, ci dice: «fare del bene fa parte dell`umanità universale, ma aver la coscienza di chi ti dona questo desiderio e perché, è un`altra cosa...». Per questo dal Banco alimentare qui stanno fiorendo altre iniziative come il Banco di solidarietà (già 150 associazioni sparse in tutta Italia) che vede stabilmente impegnate, ogni settimana, 4 mila persone, a portare aiuto diretto a 30 mila bisognosi. Si è compreso che «la solitudine e la fragilità dei legami familiari e sociali rendono le persone ancora più povere, in uno scenario economico allarmante». «Accendendo un fiammifero nel buio» col Banco alimentare non solo si sfama, ma si può vincere la paura e l`estraneità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cambia la vita&lt;br /&gt;La Colletta alimentare e il Banco di solidarietà, ci spiega Andrea Franchi, «sono nati, più e prima ancora del raccogliere cibo, per dire a tutti che la carità cambia -la vita». Innanzitutto la vita di chi dona. E sono tantissimi gli incontri, stupendi, che mostrano come tante persone, sole o anziane o emarginate, o famiglie precipitate nell`indigenza, sentano il ` bisogno dell`amicizia, della fraternità quanto e più del bisogno del pacco di alimenti. E questo dono (l`amore), più prezioso del pane, non può venire dallo Stato, non può essere decretato da un ministro. Ecco dove si vede il senso e il valore immenso della sussidiarietà. Una buona società esiste solo se ci sono uomini buoni. La morale di tutta questa storia sta in un folgorante pensiero di don Giussani, particolarmente prezioso oggi che non si sa come ricostruire l`intero tessuto economico mondiale collassato: «Le forze che cambiano il mondo sono le stesse che cambiano il cuore dell`uomo». Ciò che accadde in altre epoche di crisi - come l`alto Medio evo - dimostra che è proprio vero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Pubblicato su Libero del 6 dicembre 2008)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3634347920418838170-7001412603190220218?l=beatofrassati.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://beatofrassati.blogspot.com/feeds/7001412603190220218/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3634347920418838170&amp;postID=7001412603190220218' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3634347920418838170/posts/default/7001412603190220218'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3634347920418838170/posts/default/7001412603190220218'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://beatofrassati.blogspot.com/2008/12/macch-banche-c-un-banco-che-batte-la.html' title='Macchè banche, c&apos;è un banco che batte la crisi'/><author><name>Beatofrassati</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08273609577423055236</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3634347920418838170.post-1464110687256127090</id><published>2008-12-01T15:31:00.000-08:00</published><updated>2008-12-01T15:32:49.382-08:00</updated><title type='text'>IL SENSO DELLA VITA NASCOSTO NELLA DEPRESSIONE…</title><content type='html'>IL SENSO DELLA VITA NASCOSTO NELLA DEPRESSIONE… 16.11.2008&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;A proposito di Buffon e delle suore…&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Cosa dà senso alla vita? Cosa le dà valore e gusto? Il soldi? Il successo? La salute? Per cosa vale la pena vivere? Mi ha colpito, in questi giorni, il casuale intrecciarsi sui giornali di storie apparentemente lontanissime. Tre storie. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quella di Gigi Buffon, il portierone della Juventus e della Nazionale, quella di Eluana Englaro e quella di altre due donne, Maria Teresa Olivero e Caterina Giraudo, sequestrate cinque giorni fa in Kenia dove vivono come missionarie. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Buffon ha pubblicato un libro dove racconta la sua storia: “Numero 1”. Secondo il senso comune questo allegro giovanottone ha tutto per essere felice. Cosa gli manca? E’ il più grande portiere del mondo, ha la giovinezza, la salute, la celebrità, la prestanza fisica, il successo, i soldi, gli amori, gli amici, un lavoro che è la sua passione, perfino un carattere solare, la simpatia e il buonumore. Non gli manca niente. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eppure proprio lui racconta come un giorno di dicembre del 2003 gli si è spalancato sotto i piedi l’abisso della depressione. Senza motivi particolari. Un velo scuro sempre più opprimente, uno smarrimento progressivo: “cosa mi succedeva?”. Racconta di momenti in cui si sentiva sprofondare: “ero impaurito… mi tremavano le gambe all’improvviso, un malessere continuo mi attraversava… come se fossi continuamente altrove”. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quello di Buffon non è un caso strano. In forme diverse è quasi la normalità per i cosiddetti “uomini di successo”. Cesare Pavese diceva: “c’è qualcosa di peggio del fallire nei propri progetti: è riuscirci”. Perché è lì, quando sei “arrivato”, quando stringi fra le mani quello che volevi possedere, che avverti il nulla e ti scopri insoddisfatto, destabilizzato. Tanto da smarrirti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per superare questo senso “di paura e insicurezza” Buffon si è fatto aiutare. E comunque un giorno, d’improvviso, il sole è tornato: paradossalmente è tornato a splendere proprio con “l’orrenda partita Italia-Danimarca 0-0”, a dimostrazione che davvero il “male di vivere” non dipende da circostanze negative. Ma sta nell’anima. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’uscita del tunnel&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi il celebre calciatore racconta cosa comprese all’uscita dal tunnel: “I soldi non sono tutto. In testa mi rimbalzavano queste parole. E all’improvviso capii quanto fossero vere. Mi resi conto che in certe situazioni i soldi con la tua vita non c’entrano nulla, non c’entrano coi tuoi valori, con quello che hai imparato, che impari ogni giorno e che puoi trasmettere a chi ti sta accanto”. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quel gorgo oscuro – che sembrerebbe solo una disgrazia – in realtà gli ha lasciato un regalo prezioso, una consapevolezza più vera della vita, di ciò per cui vale la pena vivere. Tante cose possono farci capire meglio l’esistenza e renderci più umani e più saggi. Anche circostanze dolorose. Tutto può aprirci gli occhi e rivelarsi una carezza misteriosamente amica che dà una percezione più giusta della vita, che rende più autentici. Sì, perfino il dolore. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Proprio attraverso di esso alcuni hanno fatto incontri che hanno dato senso alla loro vita, sono diventati uomini eccezionali che danno speranza agli altri. Perle preziose. E’ il caso – per citare un altro campione del calcio – di Stefano Borgonovo che, a 44 anni, dopo la gloria dei prati verdi si è scoperto ammalato di Sla, una tremenda croce che gli impedisce ogni movimento, cosicché da tre anni vive su un letto, attaccato a un respiratore. La mentalità di oggi definirebbe tutto questo “un inferno”. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E invece chi ha incontrato Stefano, chi ha visto l’amore da cui è circondato dalla sua bella famiglia, chi ha potuto stupirsi dalla luce, dalla positività e dalla forza che emanano dal suo volto, come tanti amici calciatori (a partire da Roberto Baggio), commossi dalla sua umanità (due mesi fa gli hanno dedicato una partita allo stadio di Firenze, con lui a bordo campo) ebbene chi lo ha incontrato testimonia che è difficile trovare un uomo così vero, umano e appassionato alla vita. Uomini così sono la speranza del mondo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sembra incredibile, ma c’è un’impressionante quantità di persone così speciali che – nella malattia – vivono una vita più piena e umana di noi che magari scoppiamo di salute, ma non sappiamo perché siamo al mondo. Si può fare a meno di tutto, ma non del senso dell’esistenza. Che è la cosa essenziale e misteriosa che ti manca quando sembra non ti manchi niente. Tutto in noi lo desidera, lo cerca. Siamo come mendicanti, senza saperlo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non sapere chi sei e perché stai al mondo, non percepire l’utilità della tua esistenza, non sentirsi amati e non amare: questo è l’inferno. Non la mancanza di denaro o di salute. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Spettro della solitudine&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Soldi, successo e salute non mettono al riparo dalla solitudine, dalla tristezza e dalla disperazione. Anzi, la nostra epoca mostra il contrario. Lo prova l’uso industriale che nelle società opulente si fa di psicofarmaci, alcol e droghe, cioè di trucchi chimici per eludere il “male di vivere”. L’uso compulsivo e congestionato del sesso, che caratterizza il nostro tempo di pornomania di massa, è un’altra droga per anestetizzare la solitudine, la sensazione d’inesistenza che ci avvolge. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non c’è sciagura più grande, diceva Teilhard de Chardin, della perdita del gusto di vivere. Questa infelicità è un’epidemia dilagante. Nel mondo si verifica un suicidio ogni 40 secondi, un milione di morti l’anno. Secondo l’Oms dal 1950 al 1995 la percentuale dei suicidi è cresciuta del 60 per cento. In Italia se ne contano 4000 ogni anno ed è molto significativo che l’area più “colpita” sia il Nord-Est (Friuli 9,8 per cento), mentre la percentuale più bassa di suicidi si registra in Campania (2,6 per cento). Prova ulteriore che davvero non è il benessere economico, né il contesto sociale degradato, né la difficoltà materiale della vita a definire l’infelicità. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per questo mi chiedo se la rappresentazione del presente che continuamente facciamo su giornali e televisione sia giusta. Non parliamo che di soldi, di bollette, di mutui, di sprechi, di tagli, di questioni sociali. Cose importanti – sia chiaro – ma la realtà è tutta qui? Noi siamo solo i nostri problemi sociali? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La risorsa della speranza&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Siamo sicuri che il benessere che inseguiamo, come meta unica e assoluta, sia veramente la felicità? Certi ripetitivi programmi di informazione fanno pensare a una battuta di Bruce Marshall: “Oggi la gente vive nel benessere senza gioia. In fondo a una lunga sfilata di bollette della luce, del telefono e del gas, non intravede altro che il conto delle Onoranze funebri”. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eppure ci sono più cose in cielo e in terra di quante ne veda la filosofia marxisteggiante ed economicista che ci domina: le cose che rendono la vita degna di essere vissuta, per le quali si può dare tutto, di solito sono oscurate. Perché non parlarne? Perché non raccontare le tante persone che testimoniano una speranza più grande delle difficoltà e delle sofferenze? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dal rapimento, cinque giorni fa, delle due suore italiane in Kenia, scopriamo che ci sono fra noi persone – di cui i media non si occupano – che sono capaci di scelte di vita eccezionali, di un eroismo quotidiano (così pure le suore che da anni assistono amorevolmente Eluana). Perché lo fanno? Da cosa sono mosse? Cos’hanno conosciuto loro che noi non sappiamo? Quale tesoro hanno trovato che sa trasformare il dolore in amore? Abbiamo bisogno di saperlo, perché scoprire la speranza, per un popolo, è più importante che scoprire il petrolio. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ la risorsa più preziosa, come dimostra la nostra storia. Come c’insegnò don Giussani all’indomani di Nassiriya, davanti alla testimonianza della moglie del brigadiere Coletta. Nel dopoguerra avevamo un paese in ginocchio, uno stato a pezzi, un popolo sconfitto. Ed eravamo già prima una terra povera, senza materie prime. Eppure la nostra gente seppe esprimere un’energia inaudita che, nel giro di pochi anni, ci ha trasformato in una grande potenza economica. Da quali radici dimenticate è venuta quell’energia morale? Da quale speranza? Quale sconosciuta gioia di vivere sa ricostruire sulle macerie? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Antonio Socci&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da Libero, 16 novembre 2008&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3634347920418838170-1464110687256127090?l=beatofrassati.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://beatofrassati.blogspot.com/feeds/1464110687256127090/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3634347920418838170&amp;postID=1464110687256127090' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3634347920418838170/posts/default/1464110687256127090'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3634347920418838170/posts/default/1464110687256127090'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://beatofrassati.blogspot.com/2008/12/il-senso-della-vita-nascosto-nella.html' title='IL SENSO DELLA VITA NASCOSTO NELLA DEPRESSIONE…'/><author><name>Beatofrassati</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08273609577423055236</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3634347920418838170.post-8576731255038995603</id><published>2008-11-27T10:27:00.000-08:00</published><updated>2008-11-27T10:28:08.962-08:00</updated><title type='text'>Si sono presi mio marito. E io, signora Coletta, ora aiuto i loro figli</title><content type='html'>Si sono presi mio marito. E io, signora Coletta, ora aiuto i loro figli&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Lucia Bellaspiga&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cinque anni fa stupì l'Italia perdonando i terroristi che a Nasiriyah le avevano portato via Giuseppe. Oggi porta avanti la missione di pace del "brigadiere dei bambini" nel mondo. A cominciare dall'Iraq&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Se amate quelli che vi amano che merito avete? Amate i vostri nemici e pregate per i vostri persecutori». Chi pronunciava queste parole davanti alle telecamere dei giornalisti che affollavano la sua casa di San Vitaliano (Napoli) a poche ore dalla strage di Nasiriyah era Margherita Coletta. Era il 12 novembre del 2003. In braccio teneva Maria, 2 anni appena, e da poche ore aveva saputo che suo marito, il vicebrigadiere dei Carabinieri Giuseppe Coletta, era tra i morti del sanguinoso attentato in Iraq. L'abisso le si leggeva in faccia, il suo era il volto del dolore, palpabile, disumano, ma in quel momento la sua fede di granito, più forte dei trecento chili di tritolo che avevano squassato la sua esistenza e quella di altre diciotto famiglie italiane, reggeva di fronte alla prova: «La nostra vita è tutta qua dentro», diceva a se stessa e ai giornalisti indicando il Vangelo.&lt;br /&gt;Una prova che Margherita, 33 anni soltanto, aveva già dovuto affrontare: poco tempo prima il loro bambino, Paolo, era morto di leucemia. Giuseppe allora era arrabbiato con Dio, per un anno non era più entrato in chiesa, Margherita no, lei anche in quei giorni era la più forte: «Noi non possiamo conoscere i disegni di Dio, ma abbiamo un'unica grande certezza ed è che Dio ci ama. Lui non può volere il nostro male, dunque se ha permesso questo è per darci un giorno un bene maggiore. Io non posso capire, ma mi fido e mi affido».&lt;br /&gt;Le stesse parole che, con strazio ancora più grande, piegata dal dolore ma mai spezzata, mi ha ripetuto quei giorni di cinque anni fa: «Credevo di aver già dato abbastanza al Signore. Mi sentivo sicura, pensavo che non mi avrebbe più chiesto altro dopo la morte di Paolo, ma non funziona così», mi ha detto sorridendo della sua ingenuità. «Il Signore più ci ama e più esige, e non chiede mai più di quanto ciascuno può dargli. Da me sapeva che poteva chiedere tanto, evidentemente…». E poi un'altra certezza, fondata sulla prima: «Noi non ci siamo divisi, nemmeno la morte ha potuto farlo. Giuseppe è salito al cielo da Paolo e io sono rimasta qui con Maria, ma un giorno saremo ancora tutti insieme. Vorrà dire che avrei dovuto attendere quattro mesi di missione in Iraq prima di rivederlo, invece aspetterò qualche anno».&lt;br /&gt;Così diceva e così dice. Ma soprattutto così vive: non predica da uno scranno né teorizza da una cattedra, ma con semplicità estrema e disarmante riferisce ciò che vive sulla sua pelle. Da questa consapevolezza discende il suo diritto di parlare.&lt;br /&gt;L'immagine di quella ragazza con il Vangelo in mano allora fece il giro d'Italia e non solo, entrò nelle nostre case e scosse le nostre coscienze. A chi le chiedeva come potesse perdonare lei opponeva la sua logica rigorosa e ineluttabile, anch'essa fondata sulla fede: «Gesù ci ha lasciato il comandamento di perdonare settanta volte sette, cioè sempre… Non vedo allora perché debba sembrare così eccezionale se un cristiano perdona: per un credente semmai dovrebbe essere strano il contrario».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Tutta la sua vita è stata eroica»&lt;br /&gt;E Giuseppe? Chi c'era dietro l'uniforme del giovane vicebrigadiere? Quale motivazione lo aveva spinto a partire per le missioni di pace all'estero? Ed era un eroe? Il fatto di morire dilaniato da un'autobomba basta per essere definito tale? Nella retorica delle cerimonie spesso è così.&lt;br /&gt;Ma Giuseppe era un uomo degno di essere amato e scelto da una donna come Margherita. Lascio a lei le parole per spiegarlo: «Io penso che mio marito non ha fatto nulla di straordinario il giorno che l'hanno ucciso, la sua straordinarietà è nei 38 anni vissuti al servizio degli ultimi, non certo in una bomba che gli è scoppiata addosso. Anzi, quel giorno in fondo, come direbbe lui, si è lasciato fregare. È un'intera esistenza che ti fa eroe, non la sfortuna di un evento… Se proprio dobbiamo usare questo termine, preferirei dire che mio marito ha fatto della sua vita un atto eroico».&lt;br /&gt;Un eroismo che per concretizzarsi non ha scelto la guerra ma la via dell'amore per il prossimo, in primo luogo i bambini. La svolta è avvenuta il giorno in cui Paolo è morto e in suo padre è nata l'esigenza di andare ovunque miseria, violenza e malattia mettessero a repentaglio la vita di tanti bambini come il suo. Per Paolo non c'era più nulla da fare, ma molto invece si poteva per milioni di altri figli sparsi nel mondo e in ognuno vedeva quello che aveva perduto. Sono centinaia le foto che lo ritraggono circondato da bambini in Albania, Kosovo, Bosnia e poi Iraq, decine le testimonianze che raccontano di quel Carabiniere che, cascasse il mondo, riusciva a fare arrivare dall'Italia container di giocattoli, cioccolato, medicinali, attrezzi per la scuola, omogeneizzati, latte in polvere, soluzione fisiologica per neonati… E proprio a Nasiriyah quelle incubatrici che mancavano: «Non è accettabile che bambini sani mi muoiano in braccio solo perché qui gli ospedali sono così poveri che non c'è un'incubatrice, che manca il cibo per nutrirli», telefonava alla moglie. E Margherita dall'Italia provvedeva, seguiva le sue istruzioni, bussava alle porte che lui, con la sua contagiosa voglia di fare e una vitalità che spaccava le montagne, era riuscito a guadagnare alla sua causa. A Nasiriyah lo chiamavano "il brigadiere dei bambini" e quando spariva sapevano tutti dov'era, nell'ospedale pediatrico a dare una mano, a spendersi fino all'ultima energia, sempre con quel suo sorriso di ragazzone ironico e contento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'abbraccio di Giovanni Paolo II&lt;br /&gt;La sua prima "missione all'estero", in fondo, era stata però sotto casa, in un altro ospedale pediatrico, il Santobono di Napoli in cui era morto suo figlio: dopo il funerale, Giuseppe si fece forza e tornò tante volte tra i piccoli malati oncologici anche se ciò gli costava un dolore insopportabile. In seguito andò a cercarli altrove, i bambini, dove soffrono di più, dove infuria la guerra, in terre lontane. Lì ritrovò la sua pace e quel Dio da cui in fondo non si era mai allontanato. In Albania addirittura, senza rivelare nulla a Margherita, esaudì il suo più grande desiderio, si preparò al sacramento della Cresima e, in combutta con il suo comandante, organizzò a sorpresa il viaggio affinché lei lo raggiungesse in missione: «Sei una moglie eccezionale – le ha scritto quel giorno – e, non potendoti risposare, ti ho scelto come madrina».&lt;br /&gt;Il 15 novembre del 2003, dopo quattro mesi di Iraq, lui e i suoi compagni sarebbero tornati a casa. Ma il 12 novembre, tre giorni prima, un camion carico di tritolo si avventa sulla caserma dei Carabinieri a Nasiriyah e uccide diciannove italiani: la più grave perdita di nostri uomini dalla Seconda guerra mondiale. Paradossalmente proprio il 15 novembre i ragazzi tornano, ma nella stiva di un aereo militare, avvolti nei tricolore. Quello stesso giorno Margherita riceve l'abbraccio di Giovanni Paolo II: è andata in incognito in Sala Nervi, confusa tra gli ottomila dell'Unitalsi ricevuti dal Papa, ma la gente l'ha riconosciuta, è la vedova che due giorni prima alla televisione aveva scioccato tutti parlando di perdono, e l'applauso è lunghissimo. Al Papa sussurra di pregare perché Gesù continui a darle quella forza di cui ha bisogno, lui, già molto malato, le risponde con una carezza e la sua silenziosa benedizione.&lt;br /&gt;Il seme di Nasiriyah, titolo che io e Margherita oggi abbiamo dato al libro che racconta tutto questo, è il grano che deve morire per dar vita alla pianta. È Paolo che muore ma è anche la folla di bambini che vivono grazie a Giuseppe e senza di lui oggi non sarebbero al mondo. È Giuseppe che muore ma è anche l'associazione subito dopo fondata da sua moglie per continuare le sue missioni nel mondo. "Giuseppe e Margherita Coletta – Bussate e vi sarà aperto", si chiama. I primi che hanno bussato sono proprio i figli degli iracheni: di chi le aveva preso tutto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La commozione di Ritanna Armeni&lt;br /&gt;Nella prefazione al libro, scritta dall'inviato del Tg5 Toni Capuozzo, la morale: «C'è molto male, in giro, ma anche il bene sa essere contagioso». Nella postfazione di Ritanna Armeni, giornalista non credente, la più bella gratificazione: «Nella vicenda di Giuseppe e di Margherita c'è una risposta alla guerra che non conoscevo, che non smentisce quello che di peggio si pensa di essa, ma afferma una capacità per me non immaginabile di trascenderlo e superarlo… Giuseppe Coletta era andato in Iraq in missione di pace. E mai definizione appare più vera… Nel carabiniere Coletta c'è una normalità nell'abnegazione e una semplicità nel dono della vita che supera l'eroismo, o meglio lo riconduce alla normalità della vita. Margherita, sua moglie, è una donna cui la fede ha dato una saggezza che è, per chi scrive, inspiegabile, e quindi specialissima… Dalla guerra – ci dicono – si può uscire migliori, si può trovare la ragione per fare del bene. Ecco, questo non lo sapevo e neppure lo immaginavo. E questo mi sembra davvero un miracolo».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tempi 3 Novembre 2008&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3634347920418838170-8576731255038995603?l=beatofrassati.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://beatofrassati.blogspot.com/feeds/8576731255038995603/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3634347920418838170&amp;postID=8576731255038995603' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3634347920418838170/posts/default/8576731255038995603'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3634347920418838170/posts/default/8576731255038995603'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://beatofrassati.blogspot.com/2008/11/si-sono-presi-mio-marito-e-io-signora.html' title='Si sono presi mio marito. E io, signora Coletta, ora aiuto i loro figli'/><author><name>Beatofrassati</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08273609577423055236</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3634347920418838170.post-1750839938179711516</id><published>2008-11-27T09:11:00.000-08:00</published><updated>2008-11-27T09:13:45.296-08:00</updated><title type='text'>Eccoci!</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_E_zErS4G6w4/SS7VQKxhicI/AAAAAAAAAHY/D3xZOc0kQak/s1600-h/2067.gif"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 274px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_E_zErS4G6w4/SS7VQKxhicI/AAAAAAAAAHY/D3xZOc0kQak/s320/2067.gif" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5273386687444126146" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Durante l'Avvento troverete spunti e riflessioni, per passare insieme questo periodo!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3634347920418838170-1750839938179711516?l=beatofrassati.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://beatofrassati.blogspot.com/feeds/1750839938179711516/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3634347920418838170&amp;postID=1750839938179711516' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3634347920418838170/posts/default/1750839938179711516'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3634347920418838170/posts/default/1750839938179711516'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://beatofrassati.blogspot.com/2008/11/eccoci.html' title='Eccoci!'/><author><name>Beatofrassati</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08273609577423055236</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_E_zErS4G6w4/SS7VQKxhicI/AAAAAAAAAHY/D3xZOc0kQak/s72-c/2067.gif' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3634347920418838170.post-5662660220421311470</id><published>2008-11-16T22:58:00.000-08:00</published><updated>2008-11-27T10:29:44.571-08:00</updated><title type='text'>Testamento spirituale di Mons. Maggiolini</title><content type='html'>Mons. Alessandro Maggiolini&lt;br /&gt;     Vescovo già di Como&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Testamento spirituale &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Del Vescovo Mons. Alessandro Maggiolini&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Signore Gesù, Tu conosci i sentimenti contrastanti che ho sempre avuto nei riguardi del mio morire. La paura della sofferenza che accompagna la fine/inizio della vita: il non possedere più nulla da offrire se non me stesso; e, a un tempo l’espormi al tuo giudizio di verità. Ho cercato di essere sincero con Te. Mi affido a Te, Giudice Crocifisso e Risorto per amore. Confido nella Tua misericordia e, di contro, esprimo il desiderio di guardarti negli occhi, lasciandomi amare senza resistenze; e la nostalgia di incontrarmi con i miei cari e di sentirmi perdonato anche da loro: fino, talvolta, a invocare di morire. Mi consegno nelle Tue mani; affondo nel mistero del Tuo cuore. Si compia ciò che hai deciso per il mio bene. Aiutami.&lt;br /&gt;Professo la fede cattolica insegnata, ricevuta e vissuta nella Chiesa: ogni affermazione e ogni esperienza, senza sgarri e senza attenuazione. Ho anche sofferto per la componente umana della Tua Chiesa. Ma Ella, nel suo essere sacramento del Tuo mistero, è mia Madre. L’accolgo trepidante perché mi si porga come lo spazio della Tua Presenza, la Santa mediazione della salvezza che mi offri, la comunione dei tuoi discepoli miei fratelli: a cominciare dal Papa per il quale ho offerto e offro la mia vita; coloro che mi hanno preceduto presso di Te; coloro che hanno percorso un tratto del cammino della vita con me. Quanta gratitudine per la paternità che Cardinal Colombo e lo zio Mons. Carlo Maggiolini hanno sempre avuto nei miei confronti.&lt;br /&gt;Lo Spirito mi animi e mi trasformi in Te a gloria del Padre.&lt;br /&gt;Ti ringrazio, Signore, dei doni che mi hai elargito. Immisurabili. A cominciare dalla mia famiglia povera e attraversata spesso dal dolore, ma sempre in comunione con Te. Particolarmente il papà che quasi non ho conosciuto e il fratello morto ventitreenne, invocando la tua visita. Per giungere al Seminario, dove sono stato educato e dove ho prestato – volentieri – la mia opera di insegnamento. E poi all’Università Cattolica e al Collegio Marianum, dove sono stato accolto e ho trovato un entusiasmo immeritato e generoso.&lt;br /&gt;Signore, quanta gratitudine devo esprimerti per le persone che mi hai messo accanto. Riconoscenza devo a Te per il sacerdozio. Meno per l’Episcopato, che però, ho accettato con disponibilità per servire la tua Chiesa, e che mi ha gettato in una sofferenza talvolta straziante: l’Episcopato con il quale mi sono riconciliato, con il passare del tempo, e che ho vissuto con amore. Grazie anche di questa paternità. Ho amato incessantemente, a volte con fatica, ma con affetto sincero e sempre più grande la Chiesa di Carpi e Como.&lt;br /&gt; Ti ringrazio perché mi hai chiesto di esercitare il ministero della tua riconciliazione: ivi ho incontrato fratelli e sorelle, peccatori come me, eppur protesi a chiedere il perdono e a promettere la vita nuova in te. Per me il confessionale si è rivelato momento di grazia e di gioia: anche quando perdonavo e consolavo a nome tuo e del tuo Spirito.&lt;br /&gt;Vengo a Te recando il ricordo dei miei cari, dei miei maestri, dei miei studenti, dei sacerdoti, dei seminaristi, delle persone consacrate e dei fedeli laici della Diocesi di Carpi e della Diocesi di Como ( di Sondrio e di Varese ).&lt;br /&gt;Ti raccomando particolarmente mia cugina Marcellina, Bettina e Tina Franchi; poi Franca, Carlina, Don Aurelio e Bruno. Ho voluto loro un bene grande; tra i preti che mi sono stati più vicini, ti raccomando Mons. Bedetti, don Enrico Malinverno, Don Carlo Calori, Mons. Ruffini, Don Bataloni, Don Isidoro Malinverno e altri che tu conosci.&lt;br /&gt;Non riesco a immaginarmi solo a presiedere i credenti che mi hai affidato. E che porto in cuore davanti a Te. Salvali tutti. Portali alla santità.&lt;br /&gt;Mi affido a coloro che mi sono stati e mi sono vicini perché mi aiutino con il suffragio ad arrivare a Te nella beatitudine senza limiti e senza fine. Soprattutto alla gente fedele e semplice che ho amato, amato, amato.&lt;br /&gt;Chiedo perdono a chi ho offeso e procurato dolore. Da parte mia non vedo chi devo perdonare.&lt;br /&gt;Ringrazio il dott. Angelo Beretta, i medici, gli infermieri e tutto il personale dell’Ospedale Valduce, insieme alle care suore per l’affetto e la professionalità con cui mi hanno sempre curato e accompagnato in questi anni.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Se sarà possibile, domando di essere sepolto in Cattedrale, accanto all’altare dell’ Assunta, Virgo Potens, ( tomba terranea e sarcofago semplice), a mie spese, se necessario.&lt;br /&gt;Iscrizione sul sarcofago:&lt;br /&gt;Alexander Maggiolini Ep.&lt;br /&gt;15-07-1931 - 11-11-2008&lt;br /&gt;Ne mors dissociet&lt;br /&gt;quos sociavit amor.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;                                             + Alessandro Maggiolini, Vescovo&lt;br /&gt;                                 &lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Como, 24 novembre 2005&lt;br /&gt;Aggiornato a Como, 9 novembre 2008&lt;br /&gt;______________________________________________________________________________________&lt;br /&gt;COMUNICATO DEL 12 NOVEMBRE 2008 - Diocesi di Como&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;LA RIFLESSIONE DI MONSIGNOR DIEGO COLETTI  CIRCA LA MORTE DI MONSIGNOR ALESSANDRO MAGGIOLINI &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;«Ho visto per l’ultima volta il Vescovo Alessandro qualche giorno fa. Ora, con la sua scomparsa, siamo tutti più poveri: la Chiesa di Como, la stessa comunità cittadina e diocesana, il mondo della comunicazione e della cultura.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;È stato un uomo dalla grande passione culturale. In lui, giovane prete, per molti anni assistente e docente dell’Università Cattolica, subito si è manifestata un’attenzione particolare al mondo degli studi e della cultura alta.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;È stato poi coraggioso e determinato difensore della fede. Noi chiamiamo il nostro patrono sant’Abbondio “assertore dell’Incarnazione del Verbo”, perché venne incaricato da Papa Leone I di consegnare la sua lettera a Flaviano al Concilio di Calcedonia. Ecco, credo che il Vescovo Alessandro abbia rivestito questo ruolo di “assertore e difensore della fede” in modo molto deciso, molto forte.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;C’è, però, un elemento che forse si conosce di meno del Vescovo Alessandro: è la sua sensibilità, la sua tenerezza, che, a volte, veniva coperta da qualche moto di indignazione e di aggressività, giustificate dall’importanza dei valori in gioco. Ma bastava superare tale soglia – come è successo anche a me in questi due anni – e si trovava una persona estremamente sensibile, dolce, aperta alla cordialità più fraterna. Questo è forse un aspetto che il “grande pubblico” non conosce, ma che i molti che lo hanno potuto avvicinare hanno apprezzato e vissuto con lui.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Se non temessi di essere accusato di esagerazione, farei, davanti al mistero della morte di un Vescovo, un paragone con l’aria e con l’acqua. Mi spiego. Noi respiriamo e beviamo per mantenerci in vita, quasi senza accorgerci della importanza e della preziosità di questi elementi per la nostra vita corporale. Solo quando ci venissero a mancare – nel deserto o in un momento di asfissia –, ci accorgeremmo dell’importanza vitale del nostro rapporto con questi elementi della natura. Credo che alla morte di un Vescovo una Chiesa locale si accorga di quanto sia legata alla presenza e alla testimonianza di questo uomo che, come diceva Paolo VI nel suo “Pensiero alla morte”, è stato «strappato al suo nativo, gretto egoismo, dall’amore alla Chiesa».&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Il Vescovo Alessandro è stato un uomo che ha dedicato la vita ad annunciare il Vangelo e a prendersi cura della fede e della libertà d’amore dei suoi fratelli e delle sue sorelle. Ci si rende conto di tutto questo quando manca, quando - anche dopo un periodo di relativa assenza o di quiescenza - si avverte che il fratello Vescovo Alessandro non c’è più. Non è più qui. Non è più a nostra disposizione.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Tanto più che, in questi ultimi due anni, il Vescovo Alessandro è rimasto in mezzo al suo popolo e ha continuato, anzi riscoperto, la bellezza dell’amministrazione del sacramento della Penitenza, questo atto di misericordia che il Signore ci invita, come preti e vescovi, a mettere a disposizione dei nostri fratelli… Mi ha parlato di questa sua esperienza bella, positiva, che gli faceva anche superare le fatiche e qualche rischio per la sua salute. Me lo ha confidato proprio nell’ultimo incontro avuto con lui, durante il quale abbiamo condiviso un momento molto fraterno e quasi commovente, quando ci siamo scambiati l’un l’altro la benedizione del Signore e abbiamo, pur brevemente, pregato insieme.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Questa assenza del Vescovo Alessandro ci deve far meditare, quindi, sull’importanza di non sottovalutare la bellezza delle relazioni fraterne che viviamo nella Chiesa, la loro importanza per la vita cristiana. E ci invita a confermare la certezza che queste relazioni fraterne, e non altro, saranno il tessuto eterno che ci avvolgerà tutti quanti in Paradiso. Vale quindi la pena di prenderne massima cura in questa tappa terrena della nostra esistenza, nell’attesa di poter rivivere in pienezza quell’incerto inizio di amore fraterno, che pure cerchiamo di commisurare sull’amore di Cristo per noi, che lo Spirito Santo ci dona la grazia di cominciare a vivere quaggiù».&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3634347920418838170-5662660220421311470?l=beatofrassati.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://beatofrassati.blogspot.com/feeds/5662660220421311470/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3634347920418838170&amp;postID=5662660220421311470' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3634347920418838170/posts/default/5662660220421311470'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3634347920418838170/posts/default/5662660220421311470'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://beatofrassati.blogspot.com/2008/11/testamento-spirituale-di-mons.html' title='Testamento spirituale di Mons. Maggiolini'/><author><name>Beatofrassati</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08273609577423055236</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3634347920418838170.post-4532393144754514317</id><published>2008-06-09T03:37:00.000-07:00</published><updated>2008-06-09T03:39:47.746-07:00</updated><title type='text'>ESTATE RAGAZZI 2008</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp3.blogger.com/_E_zErS4G6w4/SE0IbuLiRSI/AAAAAAAAAGQ/O2A7Ya7btow/s1600-h/bambini.gif"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp3.blogger.com/_E_zErS4G6w4/SE0IbuLiRSI/AAAAAAAAAGQ/O2A7Ya7btow/s320/bambini.gif" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5209829616283436322" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Di Pi@zza in Piazza&lt;br /&gt;Dal 10/6 al 25/7 l'Estate Ragazzi in Parrocchia!&lt;br /&gt;Crescere nel gioco, nella preghiera, nell'amicizia, aprendosi alla conoscenza della Comunità!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3634347920418838170-4532393144754514317?l=beatofrassati.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://beatofrassati.blogspot.com/feeds/4532393144754514317/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3634347920418838170&amp;postID=4532393144754514317' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3634347920418838170/posts/default/4532393144754514317'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3634347920418838170/posts/default/4532393144754514317'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://beatofrassati.blogspot.com/2008/06/estate-ragazzi-2008.html' title='ESTATE RAGAZZI 2008'/><author><name>Beatofrassati</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08273609577423055236</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp3.blogger.com/_E_zErS4G6w4/SE0IbuLiRSI/AAAAAAAAAGQ/O2A7Ya7btow/s72-c/bambini.gif' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3634347920418838170.post-364270821987812298</id><published>2008-06-09T03:35:00.000-07:00</published><updated>2008-06-09T03:37:41.267-07:00</updated><title type='text'>Maggio Mariano</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp2.blogger.com/_E_zErS4G6w4/SE0H6zz0GaI/AAAAAAAAAGI/cHJKHVUfgUo/s1600-h/mad051a.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp2.blogger.com/_E_zErS4G6w4/SE0H6zz0GaI/AAAAAAAAAGI/cHJKHVUfgUo/s320/mad051a.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5209829050858871202" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Per tutto il mese di Maggio alle 21 in Chiesa&lt;br /&gt;siete invitati a recitare il Santo Rosario.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3634347920418838170-364270821987812298?l=beatofrassati.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://beatofrassati.blogspot.com/feeds/364270821987812298/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3634347920418838170&amp;postID=364270821987812298' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3634347920418838170/posts/default/364270821987812298'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3634347920418838170/posts/default/364270821987812298'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://beatofrassati.blogspot.com/2008/06/maggio-mariano.html' title='Maggio Mariano'/><author><name>Beatofrassati</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08273609577423055236</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp2.blogger.com/_E_zErS4G6w4/SE0H6zz0GaI/AAAAAAAAAGI/cHJKHVUfgUo/s72-c/mad051a.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3634347920418838170.post-410822715354169769</id><published>2008-03-20T05:51:00.001-07:00</published><updated>2008-03-20T05:51:56.223-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;object width="425" height="355"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/AZRSWILwdjA&amp;hl=it"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="wmode" value="transparent"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/AZRSWILwdjA&amp;hl=it" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="355"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3634347920418838170-410822715354169769?l=beatofrassati.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://beatofrassati.blogspot.com/feeds/410822715354169769/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3634347920418838170&amp;postID=410822715354169769' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3634347920418838170/posts/default/410822715354169769'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3634347920418838170/posts/default/410822715354169769'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://beatofrassati.blogspot.com/2008/03/blog-post.html' title=''/><author><name>Beatofrassati</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08273609577423055236</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3634347920418838170.post-4023699424971324784</id><published>2008-01-24T09:27:00.000-08:00</published><updated>2008-03-20T05:55:47.310-07:00</updated><title type='text'>Don Bosco</title><content type='html'>&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;a href="http://bp0.blogger.com/_E_zErS4G6w4/R5jLSzW72aI/AAAAAAAAAGA/55kIEn2bmss/s1600-h/don+bosco.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5159096897037392290" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" height="157" alt="" src="http://bp0.blogger.com/_E_zErS4G6w4/R5jLSzW72aI/AAAAAAAAAGA/55kIEn2bmss/s320/don+bosco.jpg" width="95" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;PADRE E MAESTRO&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Padre di molte genti padre, &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;il nostro grido ascolta è il canto della vita. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Quella perenne giovinezza che tu portavi in cuore perché non doni a noi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;RIT. &lt;strong&gt;Padre maestro ed amico &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;noi giovani del mondo guardiamo ancora a te. &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Apri il nostro cuore a Cristo &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;sostieni il nostro impegno in questa società. &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Oh, oh, oh...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Festa con te la vita è festa, &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;con te la vita è canto è fremito di gioia. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Oggi tra noi è ancora vivo &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;l’amore che nutrivi per tutti i figli tuoi. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;RIT.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;color:#ff0000;"&gt;GIULLARE DEI CAMPI&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Calzoni colore del prato, &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;un ginocchio ammaccato per un salto in più, &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;due piante un filo tirato,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;la mela sul naso e gli amici giù. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Un pezzo di pane e una fetta di cielo, &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;sapore di festa e tu: &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Giovanni dei Becchi giullare dei campi &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;regalo alla gioventù.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;RIT. &lt;strong&gt;Siete tutti ladri ragazzi miei, &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;non ho più il mio cuore ce l’avete voi! &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Ma non m’interessa da quest’oggi in poi &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;ogni mio respiro sarà per voi. (2v.)&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;La veste color della strada forse un pò consumata,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;qualche acciacco in più, &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;nei prati intorno a Valdocco &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;ti chiama don Bosco la tua gioventù. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;La vecchia tettoia e una piccola stanza&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;fra spiagge infinite in cuor, &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;un fischio per Corso Regina, uno sguardo profondo &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;sentono l’amore! &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;RIT.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Un eco color della storia, &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;tesoro dei campi che oggi non è più, &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;il vecchio pilone del sogno, il ragazzo sul filo non esiste più. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;L’antica fontana del grande cortile non getta più acqua e tu... &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;aspetti qualcuno che ancora racconti l’amore alla gioventù. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;RIT.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3634347920418838170-4023699424971324784?l=beatofrassati.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://beatofrassati.blogspot.com/feeds/4023699424971324784/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3634347920418838170&amp;postID=4023699424971324784' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3634347920418838170/posts/default/4023699424971324784'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3634347920418838170/posts/default/4023699424971324784'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://beatofrassati.blogspot.com/2008/01/don-bosco.html' title='Don Bosco'/><author><name>Beatofrassati</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08273609577423055236</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp0.blogger.com/_E_zErS4G6w4/R5jLSzW72aI/AAAAAAAAAGA/55kIEn2bmss/s72-c/don+bosco.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3634347920418838170.post-886026180454847918</id><published>2008-01-24T08:47:00.000-08:00</published><updated>2008-01-24T08:49:44.071-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>Benvenuto nel Blog della nostra Parrocchia.&lt;br /&gt;Con questo strumento speriamo di essere più puntuali a comunicarvi le iniziative per vivere pienamente la Comunità, ma anche riflessioni, canti, materiale e idee...&lt;br /&gt;Ovviamente aspettiamo i vostri contributi!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3634347920418838170-886026180454847918?l=beatofrassati.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://beatofrassati.blogspot.com/feeds/886026180454847918/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3634347920418838170&amp;postID=886026180454847918' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3634347920418838170/posts/default/886026180454847918'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3634347920418838170/posts/default/886026180454847918'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://beatofrassati.blogspot.com/2008/01/benventuto-nel-blog-della-nostra.html' title=''/><author><name>Beatofrassati</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08273609577423055236</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
